Cinema: dal 5 aprile “Charley Thompson” e “Il mistero di Donald C”. Giraldi (Cnvf), “due storie di solitudine”

Nel primo fine-settimana dopo Pasqua due i titoli importanti in uscita al cinema, visti in anteprima dalla Commissione nazionale valutazione film (Cnvf) della Cei e dall’Agenzia Sir. Ecco un’anticipazione della scheda pastorale che sarà pubblicata sul sito Cnvf.it da giovedì 5 aprile.

Si chiama “Charley Thompson” (“Lean on Pete”) il film del regista britannico Andrew Haigh, che ha partecipato in Concorso alla Mostra del Cinema della Biennale di Venezia lo scorso settembre, dove il giovane interprete Charlie Plummer ha vinto il Premio Marcello Mastroianni come miglior rivelazione. “È una cartolina dell’America di oggi, lontana dagli smaglianti centri urbani. Tutto si svolge nelle periferie rurali a stelle e strisce, dove si consuma una vita difficile e precaria, soprattutto per un giovane che si affaccia alla vita adulta”. Dichiara così Massimo Giraldi, presidente della Commissione film della Cei, che ha visto il film a Venezia nella Giuria cattolica internazionale Signis. “Il film presenta il percorso di affrancamento di Charley, del suo doloroso cammino di crescita segnato da solitudine e perdite. Il film è convincente, soprattutto nel ritratto sfaccettato del ragazzo e del suo travaglio interiore. Haigh conferma una capacità espressiva notevole, raccontando in sottrazione l’America attraverso gli occhi smarriti di un ragazzo”. “Charley Thompson” si rivela pertanto un’opera complessa, problematica e adatta per dibattiti.

È tratto da una storia vera il secondo film in uscita dal 5 aprile: “Il mistero di Donald C.” (“The Mercy”) di James Marsh con i Premi Oscar Colin Firth e Rachel Weisz. Si tratta dell’audace impresa in trimarano di Donald Crowhurst, velista amatoriale, che decise nel 1968 di partecipare alla Golden Globe Race, una gara intorno al globo. “Un azzardo, un folle tentativo di una padre di famiglia – dichiara ancora Giraldi – di entrare nella storia della navigazione in solitaria, mettendosi in gioco senza la minima esperienza in mare. Il film parte con un impianto emotivo molto forte e coinvolgente, pathos però che si ammorbidisce lungo la narrazione, perdendo la sua carica di suspense. Una prova attoriale lodevole di Colin Firth, che per quanto raffinata e dettagliata non riesce a sostenere tutto il copione”. Dal punto di vista pastorale, “Il mistero di Donald C.” è da considerare “complesso, problematico e adatto per dibattiti”.

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