Rinnovamento nello Spirito Santo: mons. Moraglia (Venezia), “chiamati ad essere qualcosa di più che esteriori imitatori di Cristo”

(Pesaro) Il titolo della 41ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo, tratto dalla parabola del buon Samaritano, si conferma più che attuale, poiché “segna il prezioso percorso per i singoli e le comunità: tutto, qui, ha origine dal Vangelo” e genera quel “progetto di vita che chiede di ripensare se stessi a partire dall’essenziale, Gesù e il Vangelo”. Sono parole di mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, che a Pesaro, nella giornata di domenica, animata come da programma da spazi di ascolto e momenti di preghiera, ha presieduto la Concelebrazione eucaristica davanti ai circa 10mila partecipanti. “Lo Spirito ci domanda sempre di fidarci e non di pretendere garanzie umane, di amare gratuitamente senza domandare il prezzo, di perdonare non attendendo il contraccambio”. In questo annuale appuntamento di RnS, ha aggiunto il patriarca, “si presenta in modo concreto il tema della compassione: i discepoli sono mandati a farsi carico del prossimo, non come fossero psicologi ma come discepoli del Signore, come Gesù ha fatto e come vuol continuare a fare attraverso di noi”. Vero è che “questi temi oggi, nella società del benessere, dell’immagine e dell’individualismo, vengono silenziati. Ma è proprio questa stessa società ad aver bisogno di buoni Samaritani”. La parabola, tuttavia, “ci chiede di andare oltre la lettura morale, riducendo la vita dei discepoli a etica o ideologia”, pericoli da cui papa Francesco “mette in guardia sin dall’inizio del suo pontificato”: la parabola narrata dall’evangelista Luca, difatti, segna per i discepoli “una nuova modalità di azione che conducono oltre la mera solidarietà umana”. Inoltre, ha sottolineato Moraglia, “noi siamo chiamati ad essere qualcosa di più che esteriori imitatori di Cristo: in quanto battezzati, siamo ‘altri’ Cristi, radicati in lui. In tal modo, oltre a essere tutti debitori di Gesù quando ci prendiamo cura gli uni degli altri, ci rende creditori e debitori dell’unico buon Samaritano”. Quindi, ancora un’eco del pensiero del Santo Padre, che nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate “si riferisce proprio al testo di Matteo e prende come esempio san Benedetto, il quale non ebbe timore di ‘complicare’ la vita dei suoi monaci stabilendo nella Regola che ogni pellegrino che bussava alla porta doveva essere trattato con massima cura e sollecitudine ”. In questa ottica, pertanto, la Convocazione 2018 del Rinnovamento rappresenta un vero “percorso gioioso di conversione e di vita secondo lo spirito”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy