Rinnovamento nello Spirito Santo: l’esperienza di due persone che hanno “cambiato vita”

(Pesaro) La dimostrazione di quanto “Dio può davvero liberare l’uomo dalle catene del peccato” e restituire una vita nuova nel segno della rinascita. Questo emerge dalle storie condivise ieri in questa 41ª Convocazione nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo in programma fino a domani, 1° maggio, all’Adriatic Arena di Pesaro. Ne dà testimonianza Laura, una ventenne con una famiglia problematica alle spalle. Racconta lei stessa, di fronte ai 10mila partecipanti: “Mio padre, alcolizzato, ha sempre sminuito la mia persona e anche a scuola sono stata vittima di bullismo. Cominciai a pensare che in fondo i miei compagni avessero ragione, iniziai a disprezzarmi, a chiudermi in casa e a buttarmi nel cibo. Entrai in un tunnel: andavo a scuola, tornavo a casa e piangevo, piangevo talmente tanto da sentirmi male. Mi sentivo solo un peso, uno sbaglio da cancellare, la mia esistenza era insignificante e inutile, cercai diversi modi per togliermi la vita”. La disperazione in cui la giovane sta cadendo cede però improvvisamente il passo alla speranza grazie ad un sacerdote e all’incontro con una “famiglia bellissima, il RnS”. Attraverso la frequentazione con il gruppo di Codogno, Laura sperimenta così “l’amore di Gesù e l’amore fraterno”, ritrovando e accettando se stessa. Anche quella di Maria Cavaliere, della comunità “Madonna del Cenacolo” di Napoli, è un racconto intriso di dolore e di gioia, di peccato e redenzione. Cinquantacinque anni, sposata con Giovanni e madre di cinque figli, abita nel cuore dei Quartieri spagnoli. Confida: “Quando non conoscevo il Signore conducevo una vita molto disordinata ed ero convinta che tutto quello che facevo era frutto della mia abilità e intelligenza”. Rubare nei negozi, il gioco d’azzardo: “Comportamenti malsani come segno di ribellione ad una situazione familiare molto tormentata” a cui si aggiunge anche la perdita del lavoro da parte del marito. Maria inizia a comprendere che nel cuore c’è qualcosa di “sbagliato” e la “svolta” arriva attraverso la nuora e l’inserimento nel cammino Rns. Fu allora, spiega la donna commuovendosi più volte sul palco, che “Dio con la sua misericordia non si fece attendere, facendomi sentire il suo amore di padre”.

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