Figli di due padri o due madri: Mirabelli (giurista), “ordinamento italiano esclude questo tipo di riconoscimento”

A Torino, Roma e Pesaro bimbi registrati alle Anagrafi comunali come figli di due madri o di due padri. Ma per Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale e uno dei più autorevoli giuristi italiani, queste procedure sono in contrasto con l’ordine pubblico perché “il nucleo essenziale delle leggi italiane non prevede, anzi esclude, questo tipo di riconoscimento”. In un’intervista al Sir Mirabelli commenta i casi di Torino – un bimbo concepito con fecondazione eterologa in Danimarca, nato in Italia e con due mamme -, e quelli di Roma e di Pesaro che vedono una piccola e due gemellini, nati in Canada e negli Usa tramite l’utero in affitto, riconosciuti a tutti gli effetti figli di due coppie di uomini dopo la trascrizione nei registri dello stato civile italiano dei relativi atti di nascita redatti all’estero. Per il giurista il richiamo all’interesse del minore da parte dei Comuni è “un elemento di forzatura”. “Anche aderendo a questa impostazione – chiarisce – non può essere un atto autonomo dell’amministrazione che è tenuta a rispettare le leggi, né può sollevare questioni di legittimità costituzionale. Può eseguire l’ordine del giudice ma non può compiere autonomamente scelte di questo tipo, né lo possono fare autonomamente i Comuni perché lo stato civile è un attività di competenza statale delegata ai Comuni che esercitano funzioni statali”. Per Mirabelli “la trascrizione di questi atti urta contro un principio di ordine pubblico; dal punto di vista sostanziale è l’ultimo approdo di una pretesa di genitorialità da parte di coppie dello stesso sesso”.

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