Diocesi: Torino, veglia per il lavoro. Mons. Nosiglia, “nelle difficoltà Dio non ci abbandona”. Sostegno ai giovani

“Il nostro Dio non è un Dio assente, isolato, chiuso nel suo cielo dorato: è un Dio appassionato dell’uomo, così teneramente amante da non volersi mai separare da lui. Il nostro Dio ci accompagna sempre, anche se per sventura ci allontanassimo da lui. Mai egli ci lascia soli e abbandonati. Per questo non ci scoraggiamo mai di fronte a qualsiasi avversità”. Lo ha affermato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, nell’omelia della veglia per il lavoro celebrata questa sera nella parrocchia dell’Ascensione del capoluogo piemontese. “Se facessimo affidamento solo sulle nostre forze, avremmo ragione a sentirci delusi e sconfitti, perché spesso la legge dei più forte e del potere economico o finanziario sembra prevalere e schiacciarci. Ma se sopravvive in noi la certezza che Dio non ci abbandona, che Dio ama teneramente noi e questo mondo, allora subito mutiamo prospettiva”.
Il vescovo ha affrontato diversi aspetti della realtà economica, da quelli macro a quelli del territorio, comprese le difficoltà aziendali. “Eppure, mai deve venire meno la forza rinnovatrice della speranza, che ci viene dalla certezza di fede che con noi c’è il nostro Salvatore Gesù, che ci dona la volontà di lottare con tutte le forze per affrontare insieme i problemi e trovare soluzioni accettabili”. Il vescovo ha ricordato “l’intraprendenza degli imprenditori, la qualità professionale e l’esperienza dei lavoratori, il retroterra familiare, sociale e religioso, che fa parte del tessuto quotidiano di tutti i protagonisti del processo economico, l’insegnamento che ci è venuto dalla crisi per un nuovo modello di sviluppo e per nuovi stili di vita, la via ritrovata della solidarietà e della prossimità, concorrono a farci guardare al futuro con speranza. Se poi tutto ciò è sostenuto dalla fede e dalla preghiera, diventa possibile realizzare una ripresa non solo economica, ma anche sociale e spirituale”. “Con la nostra preghiera questa sera intendiamo riaffermare che il Signore non è distante, è vicino, amico, protettore solidale e coinvolto nelle difficoltà di tanti lavoratori che ancora stanno soffrendo a causa di scelte aziendali che paventano massicci licenziamenti o una permanente precarietà del lavoro. Se non avessimo questa speranza, saremmo i più illusi degli uomini, perché le sole nostre forze, abilità e strategie sarebbero da tempo sconfitte per sempre”.
Per mons. Nosiglia, “questa veglia ci deve indicare la via da percorrere insieme per affrontare con speranza il domani. È la via della comunione e della collaborazione, perché dalle situazioni di difficoltà usciremo solo se lo faremo insieme, uniti e solidali. Insieme a tutte le componenti del mondo del lavoro e della società; insieme alla Chiesa, che vive sul territorio; insieme agli stessi lavoratori in cassa integrazione o in mobilità o precari, come sono tanti giovani”. “Questi ultimi non possiamo e non dobbiamo lasciarli soli e abbandonati al loro destino ingiusto; in un modo o nell’altro devono essere coinvolti e considerati soggetti del loro e del nostro domani”.

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