Catechesi: don Gianola (Cei), “una comunità divisa e fredda fa fatica a generare vocazioni”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“La vocazione non ha a che fare con la tecnica, ma viene dalla comunione e dagli incontri col Signore nella vita della Chiesa. Una comunità divisa, fredda, senza lo Spirito, fa fatica a generare vocazioni”. Lo ha detto don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni della Cei, intervenuto oggi al convegno nazionale dei direttori e collaboratori degli Uffici catechistici diocesani, ad Assisi. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza dell’accompagnamento. “Tutte le vocazioni chiedono presenze, perché le vite saporose vengono fuori dalla vita concreta della realtà. Nella serra matureranno frutti che saranno belli – ha aggiunto utilizzando una metafora – ma perdono il loro sapore. Abbiamo bisogno invece di persone saporose”. Don Gianola ha quindi sostenuto che “il gusto non viene da estrapolazioni dalla realtà, ma dall’essere immersi nella vita, nella vita dello Spirito, in relazione con Dio”. Dal direttore dell’Ufficio Cei l’invito a “uno sguardo prospettico sulla vita” per capire davvero la propria vocazione. “Lo sguardo vocazionale ci ricorda che abbiamo una missione in questa terra. La fede non è fatta solo per essere creduta ma vissuta nella carità. Guardando ai giovani, ai bambini, siamo spinti a domandarci che cosa fare al servizio di questo mondo”.

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