Albania nell’Ue: le comunità religiose al Sir, “facciamo appello al governo, realizzi le riforme necessarie”

“Facciamo appello con tenacia e insistenza alla coscienza di tutti, alla politica in generale e al governo in particolare, perché si continui a lavorare con dedizione da parte di tutti per il raggiungimento degli standard necessari per divenire parte dell’Unione europea”. Lo scrivono in una dichiarazione congiunta, inviata al Sir, le Comunità religiose in Albania, cattolica, ortodossa, musulmana, evangelica, bektashi, che si esprimono a favore dell’ingresso del Paese nella comunità europea. “In modo particolare – aggiungono – vogliamo accentuare gli sforzi per la riforma della giustizia, per la quale abbiamo avuto occasione di parlare anche nelle nostre precedenti dichiarazioni. Inoltre, la battaglia contro la corruzione e la povertà degli albanesi”. L’invito delle Comunità religiose è a “non tenere chiusi gli occhi verso i bisognosi, verso l’occupazione giovanile e il sostegno alle famiglie con difficoltà economiche attraverso gli schemi giusti dell’assistenza sociale”. “La prosperità viene costruita con il lavoro e si devono intensificare gli sforzi perché la creatività e l’energia della gioventù albanese, assieme al contributo dei nostri imprenditori, vengano valutati e incoraggiati – sottolineano -. In questo modo verrà messa fine all’emorragia di tanti giovani e famiglie verso altre nazioni, ma anche allo scoraggiamento che colpisce spesso i giovani e le giovani del nostro Paese”. Infine, un appello “alle cancellerie occidentali”. “Attraverso le loro sedi diplomatiche, accreditate a Tirana, chiediamo agli Stati membri dell’Ue di sostenere fortemente questo processo. È nel bene dell’Europa che anche gli albanesi, e perché no tutti i Balcani occidentali, siano parte di essa”. Dopo aver segnalato “radici comuni, culturali e sociali, che ci uniscono”, le comunità concludono dicendo che “noi albanesi siamo parte dell’Europa e sicuramente senza questa reciprocità saremmo mancanti: noi senza l’Europa e l’Europa senza di noi”.

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