Pasqua: mons. Visco (Capua), “chiamati ad affiancare e sostenere i sofferenti”

Mons. Salvatore Visco, arcivescovo di Capua

“I cristiani sono chiamati a rivedere la Passione di Gesù prolungata in tutti i sofferenti, impegnarsi ad affiancarli e sostenerli in fraterna condivisione e, nel contempo, annunciare la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte”. Lo scrive mons. Salvatore Visco, arcivescovo di Capua, nel suo messaggio per la Pasqua, dal titolo “Pasqua, Risurrezione, passaggio”, in cui cita il testo di una canzone del 1967 scritta da Francesco Guccini che recita “Dio è morto. Se Dio muore è per tre giorni, poi risorge”. “Il brano, che sembra far risuonare l’affermazione nichilista di Nietzsche – ricorda il presule –, fu a suo tempo ritenuto irriverente e censurato dalla Rai ma – per molti stranamente – fu in seguito trasmesso da Radio Vaticana”, che “ne aveva intuito il grido di speranza e colto il profondo, anche se tragico senso che richiedeva coraggio nell’affermare il superamento del male e della morte nella Risurrezione di Cristo Crocifisso, emblema di ogni uomo che soffre”. Il vescovo sottolinea inoltre che “nella sofferenza umana, nelle tragedie provocate dall’egoismo, nel rivoltarsi consapevole nelle paludi del peccato, nelle grandi infamie che la storia registra e che purtroppo si ripetono, Dio scompare come sembra scomparire nel grido di Gesù in croce: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?”, ma “all’alba del terzo giorno risuona un’altra voce: ‘Non cercate tra i morti Colui che è il vivente’”.

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