Riciclaggio: Carnevali (Transparency International Italia), “attendiamo ancora che le disposizioni per la trasparenza vengano tradotte nella pratica”

“Dopo poco più di due anni da quando i Panama Papers hanno rivelato l’utilizzo massiccio di società anonime quale veicolo di soldi illeciti provenienti da corruzione, riciclaggio e altri crimini finanziari, i governi delle più grandi economie mondiali non hanno fatto ancora abbastanza per assicurare che cittadini e forze dell’ordine possano scoprire chi davvero c’è dietro le società che operano entro i propri confini”. È quanto si legge in una nota di Transparency International Italia in occasione della diffusione del report “G20 Leaders or Laggards?”. La pubblicazione di Transparency International “mostra che 11 Paesi che compongono il G20 hanno ancora degli apparati normativi sulla trasparenza dei titolari effettivi deboli o di medio livello. Dal 2014, quando i 20 Paesi del Gruppo hanno adottato i Principi sulla trasparenza dei titolari effettivi, ad oggi, diversi progressi sono stati fatti solo da Francia, Germania, Brasile e Italia”. “L’Italia – prosegue la nota – ha migliorato infatti le proprie norme antiriciclaggio, anche a seguito della trasposizione della quarta Direttiva europea sul tema. Tra le principali novità introdotte vi è l’istituzione del Registro dei titolari effettivi che dovrebbe portare a una maggiore trasparenza delle società, dei loro assetti proprietari e quindi degli interessi in gioco”. Per Transparency International Italia, “il condizionale è d’obbligo poiché al momento rimane ancora tutto sulla carta”. “Nonostante le norme classifichino il nostro Paese tra quelli più avanzati in tema di trasparenza delle società, stiamo ancora attendendo che le disposizioni vengano tradotte nella pratica”, evidenzia il presidente Virginio Carnevali, secondo cui “a quasi un anno dalla nuova legge antiriciclaggio italiana, ancora non è stato creato il registro dei titolari effettivi, registro che comunque non sarà accessibile liberamente ai cittadini”. “Perché ci sia una reale trasparenza e un controllo diffuso – conclude – cittadini, giornalisti e organizzazioni come la nostra devono poter accedere alle informazioni sui titolari delle società”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo

Informativa sulla Privacy