Medio Oriente: padre Moschetti, “le armi arrivano dagli Stati Uniti, usate per controllare popoli e risorse”

“Quando ci si domanda chi porta le armi in Siria, Arabia Saudita, Libia, Africa e Medio Oriente, non bisogna dimenticare che gli Usa sono il primo produttore di armi mondiale, seguito quasi da vicino dalla sua grande ‘amica/nemica’ Russia”. Lo scrive padre Daniele Moschetti, missionario comboniano, che si occupa di diritti umani negli Stati Uniti, su “Popoli e Missione on-line”. Il religioso ricorda come la National Rifle Association (Nra), che è la “più importante lobby armiera mondiale”, “continua a sponsorizzare la vendita di nuove armi leggere nel Paese ed esporta da sempre miliardi di dollari in armi leggere e pesanti in tutto il mondo”. “Trump ha di nuovo sottoscritto un accordo con l’Arabia Saudita per un altro miliardo di dollari di armi. E seguiva l’accordo stipulato nel maggio 2017, nella sua prima visita all’Arabia Saudita da presidente degli Usa – sottolinea padre Moschetti –, dove firmò un accordo colossale da ‘110 miliardi di dollari’ per una commessa di armi”. Il missionario afferma anche che “il Medio Oriente e l’Africa sono sempre il target preferito di una politica mondiale americana e dei suoi alleati sauditi che combattono le proprie guerre sia militari ma anche economiche in queste due aree del mondo tra le più martoriate e abbandonate dell’universo”. Si tratta, a suo avviso, di “guerre per procura, per il controllo di popoli e nazioni e soprattutto delle grandi risorse naturali che abbondano in questi continenti contro il potere militare ed economico di Russia e Cina”.

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