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Ue e migranti: Eurobarometro, cittadini favorevoli all’integrazione. Ma c’è una scarsa conoscenza del fenomeno

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(Bruxelles) Il 69% degli europei ritiene che le misure d’integrazione siano “un investimento necessario a lungo termine” e altrettanti considerano l’integrazione “un processo biunivoco sia per i migranti sia per le società ospitanti”. Emerge da un’indagine speciale di Eurobarometro, pubblicato oggi su “integrazione degli immigrati nell’Ue”. Generalmente concordi gli intervistati sui “principali fattori che possono facilitare o impedire l’integrazione”, nonché sulle misure politiche che la sostengono: corsi di lingua all’arrivo, programmi obbligatori di integrazione e misure di accesso al mercato del lavoro. Il 60% degli intervistati ha quotidiane interazioni con i migranti, mentre il 40% ha amici o familiari che sono migranti. Consonanza c’è anche sul fatto che “l’Ue svolge un ruolo importante per quanto riguarda l’integrazione, con un particolare valore aggiunto per la condivisione delle migliori pratiche, la promozione della cooperazione tra gli attori coinvolti e il sostegno finanziario”. Dall’indagine emerge che solo il 37% di europei pensa di “essere ben informato su migrazione e integrazione” e pochi conoscono i numeri: si tende “a sovrastimare il numero di migranti non comunitari”: la “percentuale effettiva” di migranti non comunitari è pari “a metà o meno della metà della quota stimata”. Secondo oltre il 34% degli europei gli immigrati sono più del 12% della popolazione; il 29% non ha idea di numeri. I cittadini non Ue sono oggi il 7% della popolazione dell’Unione.

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