Sinodo Panamazzonico: da ieri incontro preparatorio in Vaticano. C’è anche un prete indigeno: “Sono l’unico, ma un giorno ce ne saranno di più”

È iniziata ieri a Roma la prima riunione pre-sinodale in vista del Sinodo Panamazzonico, alla presenza di Papa Francesco. Si sta discutendo di “Nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale”. Come riferisce il sito della Repam, la Rete ecclesiale panamazzonica, specialisti invitati attraverso il Consiglio pre-sinodale hanno presentato un documento che servirà come base per consultarsi con le comunità, sulle questioni che devono essere trattate nel Sinodo. Marcia Oliveira, esperta della Repam, tra gli invitati come specialista, fa sapere che attraverso i contributi posti all’attenzione ieri già è stato possibile portare nel dibattito “le voci, le grida e le speranze del popolo dell’Amazzonia”.
Suor Hermana López, delegata nel Consiglio pre-sinodale per la Conferenza latinoamericana delle religiose e dei religiosi (Clar) e segretaria esecutiva di Repam Brasile, commenta: “La Repam ha una grande responsabilità in questo Sinodo. Stiamo preparando del materiale accessibile per la base, di facile comprensione per coloro che desiderano partecipare al processo pre-sinodale, la speranza è che questo documento possa essere una traccia di lavoro per tutti coloro che sono interessati al Sinodo e soprattutto la gente dell’Amazzonia.
Tra i presenti, nel gruppo di esperti, anche un sacerdote salesiano indigeno, padre Justino Rezende: “Voglio ringraziare il Santo Padre, Papa Francesco. Sto parlando in nome dei popoli dell’Amazzonia e specialmente dei popoli indigeni. Sono l’unico indigeno seduto qui, ma so che un giorno ce ne saranno di più. Desidero condividere questo spirito di gratitudine per questo segno del Sinodo sulla Panamazzonia. La Chiesa ci sta guardando, è insieme a noi con il cuore e con la mente, ponendo nei popoli dell’Amazzonia la speranza di ricevere contributi importanti, perché la Chiesa sia di volta in volta al tempo stesso più radicata a livello locale e più universale. Noi, popoli indigeni, evangelizzati ed evangelizzatori, possiamo contribuire all’arricchimento della nostra Chiesa”. Chi era presente alla prima giornata dei lavori ha riferito che l’atteggiamento di Papa Francesco è stato di vicinanza e ascolto.

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