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Ue: Bruxelles segue la crisi siriana e indica la “soluzione politica”, senza ricorso alle armi

(Bruxelles) Le istituzioni europee seguono da vicino l’evolversi della crisi siriana e Bruxelles si mantiene “in stretto contatto” con le cancellerie d’Europa e con Washington. Lo conferma il servizio dei portavoce della Commissione europea, mentre eguale preoccupazione viene espressa in sede di Parlamento Ue, che la prossima settimana si riunirà in plenaria a Strasburgo. “Il presidente Juncker sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione in Siria con contatti ad alto livello”, conferma il portavoce di Juncker, Margaritis Schinas. Dal palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo, si “condanna con forza l’uso di armi chimiche, che è un crimine di guerra e contro l’umanità”. Domani l’Alto rappresentante della Ue per la politica estera, Federica Mogherini, incontrerà a Bruxelles il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: al primo punto nell’agenda figura la crisi in Siria e i venti di guerra che coinvolgono Stati Uniti, Russia, Turchia e l’area mediorientale. Sempre di Siria si discuterà lunedì prossimo a Lussemburgo durante il Consiglio affari esteri. La linea Ue, più volte ribadita, è la ricerca di una soluzione politica, senza armi, guidata dalle Nazioni Unite.

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