Politiche sociali: Fiaschi (Forum Terzo settore), “necessario favorire investimenti in riforme di sviluppo comunitario”

In Calabria la spesa per le politiche sociali è di 27 euro pro capite contro i 110 euro di media nazionale e i comuni calabresi, tra il 2001 e il 2015 hanno speso soltanto il 5,2% per il sociale a fronte di un dato medio nazionale del 13%. A partire da questi record negativi si è sviluppata oggi la discussione nel convegno “La Calabria di domani. Le politiche sociali regionali e la riforma del welfare”, promosso dall’Ufficio per il Partenariato della Regione in collaborazione con il Forum Terzo Settore regionale ed i Centri di servizio per il volontariato calabresi. “Fino a che nel nostro Paese ci sarà un divario così grande in un settore fondamentale per la vita dei cittadini – ha commentato Claudia Fiaschi, portavoce nazionale del Forum del Terzo settore – non potremo pensare a una democrazia compiuta”. “I dati ci dicono che in Calabria esiste ancora un gap inaccettabile per quanto riguarda i servizi sociali con pesanti conseguenze per i cittadini e per quelle famiglie che si trovano in condizioni di forte disagio e che hanno naturalmente più bisogno del sostegno delle istituzioni”, ha proseguito Fiaschi, osservando che “un contributo rilevante per superare questo gap lo può dare senz’altro il Terzo settore rappresentato da cooperative sociali, associazioni, fondazioni che possono offrire servizi importanti nell’ambito del welfare e non solo”. “In questo contesto e per queste ragioni è necessario favorire investimenti in riforme di sviluppo comunitario, da una parte per ridurre la disoccupazione, dall’altra per ridurre la disuguaglianza sociale”. “Ci auguriamo che l’attuazione della riforma del welfare, di politiche sociali e di interventi strutturali a contrasto della povertà e a sostegno di famiglie, non autosufficienza, disabilità, minori, possano diventare una questione prioritaria per l’agenda politica”, ha concluso Fiaschi.
In Calabria le istituzioni non profit sono 8.593 di queste l’87,4% sono associazioni, il 7,3% cooperative sociali, l’1,%2 sono fondazioni, con un rapporto di incidenza sulla popolazione inferiore alla media nazionale. “La nostra regione attende da 18 anni la riforma del welfare e quella del Terzo settore”, ha affermato Gianni Pensabene, portavoce del Forum del Terzo settore regionale, rilevando che “non si tratta solamente di applicare una legge, quanto di rimettere in discussione un modello culturale che dal dopoguerra ad oggi vige nel campo delle politiche sociali” perché “i Comuni non si sono mai attrezzati per realizzare delle politiche moderne”.

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