Lettera Papa a vescovi Cile: mons. Ramos (Cech), “è un invito a dialogare”

Mons. Fernando Ramos Pérez

“La Chiesa cattolica è costituita da molti organismi, da molte persone e, quando parliamo di Chiesa cattolica, intendiamo moltissime persone”. Queste le parole di mons. Fernando Ramos Pérez, segretario generale della Conferenza episcopale cilena (Cech) e vescovo ausiliare di Santiago del Cile, commentando ieri con i giornalisti il passaggio della lettera del Papa sul “caso Osorno”, nella quale il Santo Padre accenna “a una mancanza di informazioni vere ed equilibrate”. Continua mons. Ramos: “Certamente ci sono alcune responsabilità, perché forse avremmo potuto partecipare in altro modo alla consegna della documentazione”. Tuttavia il segretario generale – il cui audio è riportato nel sito della Cech – sostiene che “in più occasioni la Conferenza episcopale ha cercato di consegnare nel miglior modo possibile le informazioni che aveva in possesso. Poi, non so bene quali altre informazioni abbia ricevuto il Santo Padre”. Ha proseguito mons. Ramos, incalzato dai giornalisti presenti: “In termini generali, se il Papa afferma che non ha ricevuto informazioni sufficienti e chiare, evidentemente dobbiamo fare un mea culpa”. E quindi “pur non sapendo” da dove il Papa abbia attinto tutte le informazioni, “qualcosa è mancato e di conseguenza dobbiamo fare un mea culpa”, anche “se non siamo stati noi a dare tutte le informazioni”. In ogni caso, mons. Ramos afferma di aver ricevuto la lettera del Papa “con molta gioia”, perché “siamo invitati a incontrarci e a dialogare, non è una decisione che il Papa prende da solo e cade su di noi dall’alto”. Il segretario generale conferma che l’incontro dei vescovi con il Papa, in Vaticano, si terrà nella terza settimana di maggio.

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