Divorziati risposati: il vescovo di Cesena-Sarsina, “non allontanatevi dalla vita di fede e dalla vita della Chiesa”

“Vivendo in queste situazioni che finora abbiamo chiamato ‘irregolari’, ma che Papa Francesco preferisce chiamare ‘fragili e imperfette’, voi potete esprimere il vostro amore a Cristo e alla Chiesa in modi diversi”. Lo scrive mons. Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, nella lettera agli sposi che vivono situazioni di separazione, di divorzio e di nuova unione, dal titolo “Le grazie del Signore non sono finite, non sono esaurite le sue misericordie”, pubblicata sul settimanale diocesano “Corriere Cesenate”. L’invito del presule è quello a “discernere con attenzione sotto la guida di un sacerdote, a cui affidare le proprie sofferenze, dubbi e incertezze”. “Al di là della individuazione di servizi e impegni pastorali da assumere nella comunità cristiana – aggiunge mons. Regattieri – vale l’indicazione di coltivare ‘uno stile cristiano di vita attraverso la partecipazione alla santa Messa, pur senza ricevere la Comunione, l’ascolto della Parola di Dio, l’adorazione eucaristica, la preghiera, la partecipazione alla vita comunitaria, il dialogo confidente con un sacerdote o un maestro di vita spirituale, la dedizione alla carità vissuta, le opere di penitenza, l’impegno educativo verso i figli”. Il vescovo chiede ai divorziati risposati di “non allontanarvi dalla vita di fede e dalla vita della Chiesa”. “Vi sollecito perciò a partecipare nel giorno del Signore, alla santa Messa, a fare la comunione spirituale. Anche la missione educativa nei confronti dei vostri figli, che vi appartiene, resta un campo di azione importantissimo da condividere nella comunità cristiana”. Ma “solo un cammino di discernimento, serio e continuativo con un sacerdote, potrà individuare la strada giusta da percorrere”. Con lui sarà possibile “valutare le diverse situazioni”. “Anche l’aiuto dei sacramenti, qualora si accertasse la non grave imputabilità morale della vostra situazione – sottolinea il vescovo -, potrà essere previsto e di grande aiuto spirituale”. La raccomandazione di mons. Regattieri è, però, di non concludere che “da un breve e fugace colloquio con un sacerdote possa scaturire il ‘permesso’ di fare la Comunione”.

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