Sud Sudan: Gentiloni, “c’è una catastrofe umanitaria in corso”. Necessari “più aiuti per la cooperazione dell’Italia all’Africa”

“Credo che il Paese debba restituire priorità agli aiuti per la cooperazione dall’Italia all’Africa. Gli ultimi governi hanno fatto uno sforzo in più per rimettere l’Africa al centro di questi impegni”. Lo ha detto, questo pomeriggio a Roma, il presidente del Consiglio dimissionario, Paolo Gentiloni, intervenendo a una conferenza di Medici con l’Africa Cuamm. “Non inseguiamo un’Africa italofona – ha aggiunto -, cerchiamo di fare quello che l’Italia sa fare: cooperazione e volontariato, ma anche scambi commerciali. Per fortuna c’è anche l’Africa che cresce”. La via indicata dal premier dimissionario è quella di “dare una mano, ma lo sviluppo deve arrivare dagli africani”: “Questo è importante anche per una gestione civile dei flussi migratori”. I riflettori, secondo Gentiloni, sono da “accendere sul Sud Sudan”, perché “c’è una catastrofe umanitaria in corso”. “È un Paese emblematico delle contraddizioni terribili che attraversa l’Africa – ha affermato -. Sette anni fa era un posto di grande speranza, quando si è concluso il processo di indipendenza dal Sudan con la fine delle violenze. Ma poi abbiamo visto che, nel giro di pochi anni, questa speranza si è trasformata in un incubo, perché nel Paese c’è una guerra incontrollabile”. Il presidente del Consiglio dimissionario ha riconosciuto che “le diplomazie sono state costrette a diminuire la loro presenza a Juba, anche se rimangono i volontari e la cooperazione”. “E poi c’è un numero di sfollati davvero ingente. Concentrare gli sforzi su questo Paese credo sia molto utile”.

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