Sud Sudan: don Carraro (Medici con l’Africa Cuamm), “in tutto il Paese non c’è un ginecologo”. “Dobbiamo trovare piste di futuro”

“Il fatto che si possa morire di parto cesareo non te lo risparmi dentro. In tutto il Sud Sudan non c’è un ginecologo. Le ostetriche sono una per una media di 20mila mamme che devono partorire. Senza dimenticare i bambini malnutriti. L’impegno che sento con tenacia è quello di trovare piste di futuro in questa realtà”. Lo ha detto don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm, intervenendo stasera a Roma a un incontro dell’organizzazione in cui si è fatto il punto sulla situazione nel Paese a un anno dallo scoppio dell’emergenza fame. Don Carraro ha ricordato uno dei principali impegni di Medici con l’Africa Cuamm: “Al fianco di un ospedale abbiamo costruito una scuola per ostetriche. A giugno se ne sono laureate 20. Una di loro abbracciandomi mi ha detto che era orgogliosa di fare la propria parte per il Paese. E le tutor sono state altre ragazze africane formate in nostri ospedali ugandesi”. Il direttore dell’organizzazione ha ringraziato “quanti ci hanno sostenuto per far fronte a questa emergenza, in particolare la Cei, la Cooperazione italiana, la Fondazione Elsa e Nando Peretti, la Fondazione Prima Spes e molti altri ancora che ci aiutano ogni giorno”. “Il lavoro da fare per questa gente – ha aggiunto – resta ancora tanto e abbiamo bisogno di chiunque abbia voglia di accompagnarci in questo cammino”.

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