Papa Francesco: liturgia penitenziale, “prendere coscienza del disorientamento che spesso prende la nostra esistenza”

“Prendere coscienza del disorientamento che spesso prende la nostra esistenza, proprio come è avvenuto a Pietro”. È l’invito contenuto nell’omelia del Papa per il rito per la Riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale, celebrato questo pomeriggio nella basilica di San Pietro. Quando sentì il canto del gallo, ha ricordato Francesco citando il relativo episodio del Vangelo di Matteo, “Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: ‘Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte’. E, uscito fuori, pianse amaramente”. “Il canto del gallo – il commento del Papa – sembra cogliere un uomo ancora confuso, poi egli si ricorda delle parole di Gesù e finalmente si spezza il velo e Pietro comincia a intravedere tra le lacrime che Dio si rivela nel Cristo schiaffeggiato, insultato, rinnegato da lui ma che per lui va a morire. Pietro, che avrebbe voluto morire per Gesù, adesso comprende che deve lasciare che egli muoia per lui. Pietro voleva insegnare al suo Maestro, voleva precederlo, invece è Gesù che va a morire per Pietro; e Pietro questo non lo aveva capito, non lo aveva voluto capire”.

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