Disgelo in Corea: presidente vescovi al Sir, “continueremo a offrire il nostro aiuto umanitario e a pregare per la riconciliazione”

“Noi continueremo a offrire il nostro aiuto umanitario e a pregare per la riconciliazione tra i due Paesi e per la pace. Lo fanno ogni giorno, alle 21, tutti i fedeli in Corea. Spero anche di poter visitare la Corea del Nord per stringere una collaborazione tra le Chiese cattoliche in Nord e Sud Corea”. Così monsignor Igino Kim Hee-joong, arcivescovo di Gwangju e presidente della Conferenza episcopale coreana, commenta al Sir le notizie dei passi in avanti che nella penisola coreana si stanno compiendo. “Recentemente – afferma il vescovo – abbiamo chiesto la preghiera e l’aiuto del Santo Padre per la pace della penisola coreana, perché il Santo Padre Francesco conosce bene la situazione della Corea. In varie occasioni, il Santo Padre ci ha incoraggiato sottolineando l’importanza della pace della penisola coreana”. Chi c’è dietro a questo passo storico? Come si è potuto realizzare? E soprattutto perché adesso? “Penso che il presidente della Corea del Sud – risponde mons. Igino Kim Hee-joong – stia cercando questo passo storico insieme ai molti coreani che vogliono la pace nella penisola coreana. Soprattutto il Santo Padre ci aiuta molto con la preghiera e con le sue parole rivolte ai Paesi potenti. Anche recentemente il presidente Kim Jung-un ha dimostrato la sua intenzione di aprirsi al dialogo per la pace. Aspettavamo questa occasione da 70 anni, la guerra sarebbe un danno irreparabile per entrambe le parti”.

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