Chiesa e Università: mons. Galantino, “sinergia da cui nascano progetti condivisi con l’unico obiettivo del bene comune”

“Nonostante il catastrofismo diffuso stiamo vivendo una stagione feconda, come dice il Papa, di ‘conversione pastorale e missionaria, che non può lasciare le cose come stanno”. In questo cammino, “alla pastorale universitaria dobbiamo chiedere di tentare vie nuove di ‘uscita’ dalle nostre abitudini, uno sforzo di incontro senza preclusioni. Il dialogo anche dentro alcune fasce della nostra Chiesa non è un dato acquisito. Questo stile di cultura dell’incontro deve diventare una premessa importante; questo chiede l’amore per la vera sapienza”. Esordisce così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo alla seconda e ultima giornata del Convegno nazionale di pastorale universitaria “Chiesa e università, cantieri di speranza”, promosso a Roma dall’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei in collaborazione con il Servizio nazionale per la pastorale giovanile. Il titolo dell’incontro, osserva, fa diretto riferimento al discorso tenuto lo scorso 1° ottobre da Papa Francesco al mondo accademico durante la sua visita pastorale a Bologna. “Nella triade attorno alla quale si articola il discorso del Papa – cultura, speranza e pace – possiamo trovare buone ragioni per qualificare il nostro rispettivo servizio e anche per rinsaldare i legami di collaborazione esistenti tra la Chiesa e l’Università italiana”, afferma Galantino auspicando da questo confronto progetti condivisi “che hanno come obiettivo unico il bene comune”. Nel sottolineare che la Chiesa è “consapevole della rilevanza che il mondo universitario ha nella formazione delle giovani generazioni e per lo sviluppo del Paese”, il segretario Cei sottolinea il ruolo della pastorale universitaria di “antidoto contro la spersonalizzazione dei processi formativi”.

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