Cantieri di lavoro: mons. Santoro (Taranto), “non siano un’agenzia di rating, ma abbiano un cuore”

(Da Salerno) “I cantieri di lavoro non devono essere un’agenzia di rating ma devono avere un cuore e un contenuto. Non si tratta di un lavoro neutro di indagine, dobbiamo dare loro una sostanza evangelica”. Lo ha detto mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione episcopale per il lavoro e i problemi sociali, intervenendo questa mattina a Salerno al terzo seminario nazionale di Pastorale sociale, organizzato dall’Ufficio nazionale della Cei. Il presule ha sottolineato la funzione delle buone pratiche promosse durante la Settimana sociale, a Cagliari. “Dopo il livello comunionale, non c’è subito il livello politico, ma quello operativo che ha fatto delle nostre proposte, a Cagliari, qualcosa di interessante. Oltre la denuncia c’è stata la raccolta delle buone pratiche e delle proposte, che devono ispirarsi alla Dottrina sociale della Chiesa”. Un’altra tipologia di intervento indicata dal vescovo per realizzare un lavoro degno è quello auspicato negli oratori, che “non devono occuparsi solo della gestione del tempo libero dei ragazzi ma anche dell’orientamento al lavoro e del collegamento tra scuola e lavoro”. Per quanto riguarda l’impegno politico, mons. Santoro ha indicato gli obiettivi che devono stare a cuore ai cattolici: “Difendere la persona nella sua dignità e il bene comune”. E il vescovo ha auspicato che ciò avvenga anche a proposito della vertenza dell’Ilva. “Oltre ai 4mila lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, c’è un indotto di 8mila persone. È importante – ha aggiunto – un’azione politica che intervenga sostenuta dal criterio della dignità della persona umana”. Poi, una riflessione sull’importanza dell’unità dei cattolici, che “avviene nell’avere una posizione profetica sui problemi di oggi”. “L’unità non è un clic, si impara da chi la vive”. E, infine, il vescovo ha ribadito che “l’azione delle scuole di formazione sociale e politica deve essere orientata a un protagonismo su input che vengano dalla realtà cui siamo chiamati a dare risposte unitarie, luoghi che diano criteri per definire gli indirizzi”.

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