Venezuela: mons. Giordano (nunzio) ai funerali di Abreu, “attraverso la sua musica, un raggio di speranza”

“Oggi siamo qui per ringraziare il Padre dei cieli per il dono che ha dato al Venezuela e al mondo attraverso il nostro amato maestro José Antonio Abreu. È la gratitudine della sua famiglia, è soprattutto il grazie di migliaia e migliaia di bambini e giovani che, grazie al maestro, hanno compiuto un percorso di arte, di bellezza, di libertà. È il grazie delle tante persone che in Venezuela e nel mondo, attraverso la sua musica, hanno ricevuto un raggio di speranza per vivere”. Così il nunzio apostolico in Venezuela, mons. Aldo Giordano, ha esordito nell’omelia per i funerali che il 25 marzo scorso hanno salutato il maestro Abreu, il padre del “Sistema Nacional de Orquestas de Venezuela”, progetto “spettacolare di educazione musicale”, spiega mons. Giordano al Sir, che “oggi coinvolge circa un milione di ragazzi e giovani del Venezuela. “La nostra fede ci dice che il maestro Abreu celebra con noi questa Eucaristia pasquale”, ha detto il nunzio nella sala Simón Bolívar del Centro Nacional de Acción Social por la Música dove si sono svolti i funerali nella domenica delle Palme, accompagnati da 500 orchestrali e altrettanti coristi. Il maestro “sta dirigendo in Paradiso, il coro degli angeli e noi sulla terra vogliamo vivere questo momento uniti al Paradiso e al Cielo”.
Citando l’omelia di Papa Francesco per la messa delle Palme, mons. Giordano ha indicato una “sintonia tra le parole del Papa e l’opera del nostro maestro Abreu”, rintracciata nel fatto che il maestro “ha dedicato la sua vita affinché i giovani non rimangano in silenzio, affinché i giovani con l’arte possano scoprire la via della risurrezione, della vita, della gioia, in modo che possano scrivere nuove pagine nella storia” e ha “testimoniato con la sua vita la parola di Dio che ci apre alla speranza in mezzo a tutti i messaggi di morte”. “Grazie maestro Abreo, ti vogliamo molto bene”, ha concluso il nunzio. Un applauso di 12 minuti ha accompagnato la bara che usciva dalla sala avvolta nella bandiera del Venezuela e accompagnata dalle note dell’inno nazionale. José Antonio Abreu era morto a Caracas il 24 marzo, all’età di 78 anni.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy