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Terra Santa: p. Bouwen (padri Bianchi), “Pasqua e Natale possono diventare per le Chiese occasioni di dialogo ecumenico. Non sono i litigi ad essere importanti”

“Vivere a Gerusalemme è sperimentare le differenze ed essere consapevoli del fatto che il Vangelo si è diffuso in tutto il mondo ed è penetrato in diverse culture e lingue, dando vita a varie tradizioni liturgiche. Ognuna delle Chiese viene a Gerusalemme per essere presente nei Luoghi Santi e rinnovarsi. Questo è l’unico posto al mondo in cui è possibile sperimentare la cattolicità e l’universalità della Chiesa”. È quanto afferma padre Frans Bouwen, membro della famiglia religiosa dei Missionari d’Africa (padri bianchi) parlando della Pasqua prossima che le Chiese d’Occidente festeggeranno domenica 1 aprile e quelle d’Oriente la domenica successiva. Il missionario, da 40 anni in Terra Santa, secondo quanto riporta Terrasanta.net, ricorda che “sono stati fatti molti sforzi per provare a celebrare tutti insieme la Pasqua nella stessa data. In Grecia, a Cipro e in Egitto, i cattolici, che sono una piccola minoranza, celebrano la festa con la maggioranza, che sono i cristiani ortodossi. Di conseguenza cadono nella stessa data anche la Pentecoste e le altre feste che non hanno un posto fisso nel calendario”. Oggi accade la stessa cosa in alcune parrocchie di Ramallah e Taybeh (nei Territori palestinesi) e anche in Giordania.

“A Gerusalemme ci hanno provato, ma la cosa ha creato più divisioni che unità”, aggiunge il religioso. La Pasqua e il Natale possono diventare per le Chiese occasioni di dialogo, grazie al consueto scambio di auguri tra i religiosi. “Sono iniziative di dialogo molto utili – osserva il missionario d’Africa –. Sono questi incontri fraterni che creano confidenza e comprensione reciproca. Non sono tanto i litigi nei Luoghi Santi ad essere importanti per l’ecumenismo, ma le Chiese e le persone che vivono insieme”. Padre Bouwen è da poco tempo anche presidente della Commissione episcopale per il dialogo ecumenico. “Nella Commissione siamo oggi dieci persone. Abbiamo iniziato con un piccolo gruppo e stiamo provando a crescere piano piano. L’organismo è stato fondato nel novembre 2016 e si è messa al lavoro pochi mesi più tardi. La nostra missione si muove su due fronti: sviluppare la coscienza ecumenica e capire come concretamente le Chiese vivono insieme”. I passi di avvicinamento reciproco a Gerusalemme non mancano. Conclude Bouwen: “Quando le persone mi dicono che ci sono troppi conflitti tra le Chiese di Gerusalemme, io dico sempre: ‘Prova a mettere insieme persone tanto diverse in un posto così piccolo: quanti saprebbero fare di meglio?’”.

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