Parchi ecclesiali: don De Marco (Cei), “un progetto perché i giovani non lascino la loro terra”

“C’è un gruppo di giovani che collabora con il parco e sta sviluppando un impegno per creare lavoro e costituire la prima start-up. Nascerà una cooperativa ‘Consorzio terre’ che si occuperà di progettazione, cooperazione e servizi per il turismo”. Lo ha annunciato don Gionatan De Marco, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del Tempo libero, turismo e sport, presentando oggi il parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae”, durante un incontro con la stampa promosso dalla stessa fondazione nel palazzo vescovile di Ugento. Si tratta di “un progetto pilota che ha dato un modo pratico per concretizzare la formula del parco culturale ecclesiale”. Il direttore dell’Ufficio ha ricordato le nuove linee guida definite dalla Cei per la costituzione di un parco, indicandone due caratteristiche: “Il turismo come via di vita buona e la speranza concreta”. Sullo sfondo la volontà di “rendere il patrimonio non solo capace di essere memoria, ma anche di generare risposte alle attese di chi visita una struttura, un luogo dove mettere in atto buone pratiche perché i giovani non lascino il territorio”. Poi, don De Marco ha evidenziato la volontà di ampliare il numero dei parchi culturali ecclesiali che, al momento, sono tre, presentando l’iter per la realizzazione. “Le diocesi interessate dovranno realizzare una lettura del loro territorio. A seguire è previsto il tutoraggio della Cei, fino ad arrivare alla costituzione del parco”. Un piano è pronto anche per la partecipazione dei parchi alle fiere del turismo. “Siamo stati alla Bit di Milano, andremo anche alla Koiné, a Vicenza, che avrà padiglione sul turismo religioso”.

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