Diocesi: Caritas Bolzano-Bressanone, “accogliere i rifugiati fa bene ai Comuni”

“Accogliere i richiedenti asilo è stata un’esperienza positiva per la maggior parte delle comunità”: questa la conclusione cui è giunta la Caritas altoatesina dopo aver analizzato le risposte ottenute da un’indagine condotta tra i sindaci di quelle comunità altoatesine dove, da tempo, sono presenti strutture di accoglienza per richiedenti asilo. “La maggior parte delle strutture per richiedenti asilo presenti sul nostro territorio sono state aperte tre anni fa. Allora, la preoccupazione e la paura da parte della popolazione, erano più che tangibili. Grazie all’indagine volevamo sapere quali effetti ha avuto sulle comunità interessate questa nuova presenza, una presenza che, stando alle risposte ottenute, è stata percepita come senz’altro positiva”, spiega il direttore della Caritas di Bolzano-Bressanone, Paolo Valente.
Per l’indagine la Caritas ha contattato tutti i sindaci dei 21 Comuni altoatesini in cui è attualmente presente un Centro di accoglienza straordinaria (Cas) per richiedenti asilo. 18 dei 21 Comuni hanno partecipato al questionario dove è stato sondato, tra gli altri, anche l’atteggiamento della popolazione nei confronti dei nuovi concittadini. “Se prima dell’apertura delle case per profughi l’opinione pubblica era tendenzialmente classificabile come da neutrale a molto negativa in 11 Comuni, oggi è positiva quasi ovunque. Più della metà dei Comuni pensa addirittura che la presenza dei richiedenti asilo abbia un impatto positivo sulla disponibilità della popolazione e sull’interazione sociale”, afferma Valente. Tutto ciò risulta evidente anche dalle informazioni ottenute dai Comuni in merito all’aiuto volontario profuso da parte della popolazione. “In tutti i Comuni, fin dall’inizio, numerose persone si sono dimostrate pronte ad aiutare i nuovi arrivati”.
Ma come vedono i Comuni il loro futuro con i rifugiati? Quasi tre quarti dei Comuni (72%) presume che la maggioranza dei rifugiati, dopo aver ricevuto risposta positiva alla domanda di asilo, non rimarrà nel Comune dove temporaneamente è stata accolta, ma 5 Comuni sperano che i rifugiati rimangano.
“In sintesi possiamo dire che per la maggior parte dei Comuni intervistati, rispetto all’arrivo e alla presenza sul proprio territorio di richiedenti asilo, prevalgono i benefici e il senso di opportunità”, afferma Valente. In merito ai programmi Sprar che si stanno avviando in questo momento in molti Comuni altoatesini, aggiunge il direttore della Caritas: “La nostra indagine mostra chiaramente che le paure e le preoccupazioni iniziali sui rifugiati sono spesso infondate. L’accoglienza dei rifugiati, al contrario, fa bene ai Comuni!”.

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