Corridoi umanitari: arrivati a Fiumicino 43 profughi siriani. Impagliazzo (Sant’Egidio), “i frutti della pace in Europa sono l’accoglienza e l’ospitalità”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“I frutti della pace che abbiamo in Europa sono l’accoglienza e l’ospitalità che noi viviamo oggi. Nella vostra cultura l’ospitalità è fondamentale. Oggi lo è anche per noi e lo deve diventare sempre di più nella cultura europea”. Con queste parole, tradotte in arabo, Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha dato il benvenuto ai 43 profughi siriani che, grazie ai corridoi umanitari promossi dalla Comunità di Sant’Egidio insieme con la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e la Tavola valdese, sono arrivati questa mattina con un volo dal Libano. Domani, sempre a Roma, ne arriveranno altri 42. Si tratta di nuclei familiari provenienti da Aleppo, Homs, Raqqa e Edlib; oltre un terzo sono bambini.
L’iniziativa dei corridoi umanitari è stata avviata in Italia nel 2016 ed è giunta ad un secondo protocollo firmato dai tre organismi con i ministeri dell’Interno e degli Esteri, per un’ulteriore quota di mille persone da portare in salvo in Italia dai campi profughi in Libano. Un modello che è stato recepito in Francia dove due giorni fa sono arrivate a Parigi altre 15 persone, portando così a 107 il numero di profughi accolti nel Paese e nei prossimi giorni sono previsti, sempre dal Libano, nuovi arrivi in Belgio. “Purtroppo il frutto della guerra in Siria è la migrazione”, ha detto Impagliazzo rivolgendosi ai nuovi arrivati. “Siete stati costretti a lasciare il vostro Paese, non lo avete fatto per gioco. Voi qui ci ricordate che il frutto della guerra è che tante persone devono forzatamente lasciare le loro case. Per questo, lavoriamo ogni giorno per la pace. Preghiamo per la pace. Vi diciamo: benvenuti, nuovi cittadini. Le nostre comunità vi accoglieranno, il vostro futuro è qui, in attesa che la pace venga anche nel vostro Paese”.
“L’Italia, l’Europa, noi tutti – ha affermato Paolo Naso, a nome della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e della Tavola valdese – siamo distratti e facciamo finta di non sapere e non vedere cosa sta accendendo in Siria, nel Mediterraneo, in Libia. E invece la situazione è drammatica. Siamo qui perché solo qualche giorno fa nel Mediterraneo è stato trovato un barcone vuoto, segno che altre persone senza nome sono morte. Siamo qui perché è necessario essere con chi soffre”. Ad accogliere i profughi anche il vice ministro degli Esteri Mario Giro. “A nome del governo e di tutti gli italiani, vi do il benvenuto in questo Paese che può essere la vostra nuova casa – ha dichiarato -. La guerra in Siria è uno scandalo di questo secolo perché non è stata fermata. Ancora si combatte. Molte città sono distrutte. Il nostro nemico è la guerra. Noi non abbiamo nessun altro nemico se non la guerra. Non ci sono stranieri, non ci sono etnie diverse, ci sono solo uomini e donne che fuggono dalla guerra”.

 

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