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Comece: contributo sul bilancio pluriennale Ue. “Finanziamenti a chi opera per il bene comune”

(Bruxelles) Il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue dovrà innanzitutto “assicurare un accesso equo, semplificato e non discriminatorio ai finanziamenti per tutti gli attori che lavorano per il bene comune. Tra questi, le Chiese e le comunità religiose, attori sociali importanti”. Si chiede inoltre un “uso strategico delle risorse finanziarie per attuare politiche che pongono la persona umana al centro, uniscono anziché dividere, riscoprono il senso di essere una comunità che sostiene e aiuta”. Queste le due indicazioni di fondo che la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) ha reiterato nei contributi offerti a cinque consultazioni pubbliche della Commissione Ue per la definizione del nuovo quadro finanziario. La Comece ha pubblicato anche le indicazioni specifiche offerte sui temi “valori e mobilità”, “coesione”, “sicurezza”, “migrazione” e “investimento, ricerca, innovazione, piccole medie imprese e mercato unico”. Così ad esempio la Comece “sostiene un’Unione di ‘principi’ e un ‘approccio basato sui diritti’ e incoraggia l’Ue ad attuare nelle sue iniziative di finanziamento l’idea che i diritti umani sono universali, indivisibili, interdipendenti e interconnessi”. Sollecita inoltre a rendere il Pilastro europeo dei diritti sociali guida di “discussioni e negoziati sul futuro quadro finanziario” e modello per la futura politica di coesione dell’Ue, la cui “flessibilità dovrebbe essere aumentata per far fronte a sviluppi imprevisti e shock asimmetrici”.

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