Avvenire: la prima pagina di domani 28 marzo. Trattative per il governo, presunto jihadista in Puglia, antisemitismo in Francia

“Avvenire” dedica il suo titolo principale di prima pagina alla trattativa politica per la formazione del nuovo governo, con la sfida sul premier tra Salvini e Di Maio, mentre l’Europa mette i paletti sulla sostenibilità economica. L’editoriale è affidato a Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ragiona sulla cattura di un presunto jihadista del Daesh in Puglia: “La notizia dell’arresto a Foggia di Abdel Rahman è di particolare gravità. Questo 59enne egiziano, con cittadinanza italiana, predicava odio e fanatismo religioso, indottrinando bambini sul ‘martirio’ e sulla necessità di praticare la violenza anche in forme molto cruente contro i ‘miscredenti’. Nonostante la sconfitta militare e politica di Isis/Daesh in Medio Oriente, la sua perversa e rozza ideologia jihadista può ancora fare molto male, come si è visto recentemente a Carcassonne o nel barbaro omicidio antisemita di Mireille Knoll, anziana scampata alla Shoah. Essa continua a far presa su una generazione di giovani e giovanissimi europei di seconda o terza generazione dall’identità incerta, fragili e spavaldi al tempo stesso”. Due fotocronache sono rispettivamente per l’allarme dell’Onu sul degrado del suolo a livello globale e per i nuovi arrivi di profughi dalla Siria grazie ai corridoi umanitari, mentre l’inchiesta della magistratura siciliana fa emergere accordi “rischiosi” tra la missione italiana e la guardia costiera libica. Un’altra riflessione è di Marina Corradi sul rinascente antisemitismo in Francia: “Il destino di Mireille Knoll agita la comunità ebraica, 400mila persone già in allarme, che alimentano un esodo in Israele e all’estero di 5.000 individui all’anno. Il feroce omicidio di avenue Philip Auguste è solo l’ultimo di una serie di attacchi. Appena un mese fa l’assassinio, sempre nella capitale, di un’altra donna è stato attribuito a motivi antisemiti. Sarah Halimi è stata gettata dalla finestra da un islamico che gridava ‘Allah Akbar’. Nel 2015, in concomitanza con l’assalto a Charlie’s Hebdo, l’attacco a un negozio di alimentari kosher, in cui morirono quattro ostaggi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy