Pre-Sinodo giovani: Santiago (Usa), “esperimento social positivo ma non sostituisca il dialogo diretto”

I giovani al Pre-Sinodo. Briana Santiago al centro

“Collaborare con le Chiese locali e essere aiutati nel discernimento vocazionale da guide e testimoni capaci”: sono due delle principali richieste arrivate alla riunione pre-sinodale che si sta svolgendo in questi giorni in Vaticano (fino al 24 marzo) in vista del Sinodo sui giovani di ottobre. Ad esprimerle i 15mila giovani che, attraverso i social media, sono connessi all’incontro cui partecipano 305 loro coetanei da tutto il mondo. “Sono tanti i giovani che chiedono di collaborare ma non sanno come fare – ha detto Briana Santiago, 26 anni, proveniente dagli Usa, che si occupa di coordinare i gruppi dei social media -: richieste che hanno trovato convergenze con quelle dei giovani in sala”. “L’esperimento che ha visto l’uso dei social durante i lavori – ha detto la giovane statunitense – è stato molto positivo e ha portato grandi benefici al dibattito raggiungendo tante persone che altrimenti non avrebbero potuto partecipare. Questo, tuttavia, non deve sostituire il faccia a faccia che resta un modo di dialogare diretto con una persona che ti sta fisicamente davanti e che ti parla”.

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