Papa Francesco: card. Bassetti a Tg2 Dossier, “non si cura dell’immediato”. Richiesta di ospitalità migranti implica “cambiamento di mentalità”

Essere poco ascoltati “è il destino dei profeti. Il Papa non si cura dell’immediato. Ha una fede incrollabile ed è un seminatore del Vangelo. Il seminatore, che piova o che nevichi, getta il suo seme. E il seme nasce non perché è il seminatore che lo fa nascere, ma perché c’è una forza interiore esplosiva di vita che lo fa germogliare, nei tempi che Dio vuole”. Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Cei, risponde ad una domanda in un’intervista nella puntata di Tg2 Dossier “Il Papa scomodo”, dedicata ai cinque anni di pontificato di Francesco e in onda domani sera alle 23,45. Con riferimento al convegno di Firenze, Bassetti spiega che in quell’occasione il Papa ha chiesto alla Chiesa italiana di “cambiare orientamento con una conversione che riguardi la mente e il cuore”. Ha chiesto una Chiesa “ospedale da campo. Quindi una Chiesa che è continuamente in uscita, che non ha bisogno di difendere se stessa, perché l’ha già difesa Gesù Cristo versando il suo sangue sulla croce”. Per quanto riguarda la richiesta di ospitalità ai migranti, è difficile applicare le direttive di Francesco? “È difficile – la replica del presidente Cei – proprio perché implicano un cambiamento di mentalità. La canonica è un diritto ‘mio’ (lo afferma il diritto canonico). Allora, se non cambi la mentalità certe cose che il Papa dice non le capisci”. “La collegialità non è semplice” afferma ancora Bassetti rispondendo al perché quando il Papa disse “sceglietevi voi il presidente” la decisione fu invece di indicare una terna e far decidere a Francesco. “È proprio una novità del Concilio- spiega – perché eravamo abituati a una forma più clericale. Nella mia parrocchia comando io, nella mia diocesi sono io il pastore. È un io che deve diventare un noi ed è più difficile. Quelli della mia generazione hanno avuto la gioia e la grazia da parte della Provvidenza di essere contemporanei al Concilio, l’abbiamo sentito proclamare dalla viva voce di Giovanni XXIII (a cui si è ispirato totalmente papa Francesco), quando disse: “’a Chiesa piuttosto che strumento della disciplina preferisce andare incontro con misericordia a tutti, preferisce la medicina della misericordia’”.

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