Messico: vescovi, orientamenti ai sacerdoti per non incorrere in sanzioni in campagna elettorale

Esporre in maniera sistematica e ordinata la legislazione in materia politico-elettorale applicabile ai ministri di culto del Messico e delineare orientamenti concreti attraverso i quali i sacerdoti possano esercitare il loro ministero durante la lunga campagna elettorale che culminerà nelle elezioni presidenziali del prossimo 1° luglio. Questo l’obiettivo di un articolato documento diffuso dalla Segreteria generale della Conferenza episcopale messicana, sotto il coordinamento di mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Il documento parte dall’esporre gli articoli della Costituzione messicana, tra le più “laiche” del mondo e di altri dispositivi legislativi e avverte che i lineamenti vengono diffusi soprattutto “per evitare sanzioni amministrative o penali”.
Naturalmente, si legge nel testo, “i ministri di culto della Chiesa cattolica godono dei diritti della libertà religiosa e della libertà d’espressione”. Tuttavia, “questi diritti non sono assoluti e devono rispettare i limiti stabiliti dalla Costituzione e dalle leggi”, Un equilibrio, quello tra “azione pastorale per orientare i fedeli e il rispetto della legge”, che “chiede un esercizio di prudenza non semplice”. Di conseguenza, si ricorda che il ministro di culto può senza dubbio, anche all’interno di un luogo di culto, “parlare sull’importanza della partecipazione al voto”, vista come dovere di cittadinanza e cristiano, o invitare a un voto “libero, segreto e consapevole”. O, ancora, “promuovere i diritti umani e la libertà religiosa”, o “esporre la dottrina cristiana in termini generali su vari temi come la vita, il matrimonio, i diritti umani, l’etica pubblica”, “o seguire spiritualmente in foro personale e privato chi è candidato”.
Al tempo stesso, il ministro di culto “non deve raccomandare, suggerire o appoggiare pubblicamente nessun candidato o partito politico, direttamente o indirettamente, in atti di culto, sia all’interno sia all’esterno delle chiese”. Non è consentito neppure di “criticare o attaccare durante atti di culto alcun candidato o partito politico”, né “permettere la distribuzione dentro le chiese o nei luoghi adiacenti di alcun tipo di materiale che contenga propaganda elettorale diretta o indiretta” o che i fedeli laici utilizzino luoghi ecclesiali per momenti di campagna elettorale. Ancora, si chiede che nel concedere interviste non si risponda a domande sulla campagna elettorale e sulle diverse opzioni politiche”.

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