Islanda: rifugiati iracheni accolti dalle autorità nazionali. La disponibilità della Chiesa cattolica

Cinque famiglie irachene, 21 persone in tutto, sono arrivate in Islanda, il primo di un gruppo di 52 persone che il governo islandese lo scorso agosto ha dato la disponibilità ad accogliere. Si tratta di persone “vulnerabili”, provenienti dai campi profughi della Giordania. Alcune di loro sono in fuga dalla loro terra ormai da anni. Secondo le notizie riportate sulla stampa locale, per i nuovi arrivati sono state predisposte abitazioni a Jarðabyggð, Súðavík e Vestfjörðum e corsi di lingua islandese per cominciare. L’operazione è coordinata dal ministero per gli affari sociali che li seguirà per i prossimi due anni. Altri 10 rifugiati dall’Uganda, 21 dall’Iraq e dalla Siria che sono anch’essi al momento in Giordania sono attesi in Islanda e arriveranno forse già la prossima settimana. Per il momento la Chiesa cattolica “non è stata coinvolta nell’arrivo dei rifugiati”, dice al Sir il vicario generale della diocesi di Reikiavik don Jakob Rolland. “Le autorità islandesi non sembrano molto interessate ai bisogni spirituali dei rifugiati accolti nel Paese e non ci hanno ancora contattato”. Ma la disponibilità è piena: non appena richiesto infatti, “faremo del nostro meglio per accogliere i rifugiati cattolici, accompagnarli e aiutarli nei modi più diversi, soprattutto inserendoli nella vita della Chiesa locale”, spiega don Rolland.

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