Elezioni 2018: Savagnone (tuttavia.eu), il Vangelo di Gesù e il Vangelo di Salvini

“Il Vangelo, in cui ho trovato il senso della mia vita personale e a cui vorrei che si ispirasse quella del mio Paese, è non solo diverso, ma opposto a quello del leader della Lega. Perciò io non giurerò. E spero con tutto il cuore che quanti sono cristiani sappiano distinguere il Vangelo di Gesù da quello di Salvini”. A lanciare l’appello, alla vigilia delle elezioni di domenica prossima, è Giuseppe Savagnone, su tuttavia.eu, il sito dell’Ufficio della Pastorale della cultura e dell’educazione di Palermo. Riferendosi al giuramento sul Vangelo fatto dal leader della lega, Matteo Salvini, a Milano, nel comizio con cui ha chiuso la campagna elettorale, Savagnone lo definisce “un avvenimento importante, perché sposta la questione della credibilità della Lega dal terreno strettamente politico a quello religioso. Del resto, che la Lega punti su questo collegamento lo dice già il fatto che le due regioni dove si è maggiormente diffusa, in questi anni, sono quelle storicamente più impregnate dalla tradizione cristiana, Lombardia e Veneto”. Il problema, argomenta l’autore dell’articolo, è di capire di quale Vangelo si tratti. Il primo comandamento del Vangelo di Gesù, e dal quale “tutto il resto dipende”, è amare Dio e amare il prossimo, ricorda Savagnone, e con il termine “prossimo” si intende ogni essere umano, senza distinzioni di sorta: “Invece di individuare chi è il nostro prossimo, stabilendo delle categorie di maggiore o minore vicinanza, si tratta di rendersi conto che siamo noi a dover ‘farci’ prossimo degli altri – di tutti gli esseri umani, anche dei più lontani, perfino dei nemici (com’era il Giudeo per il Samaritano). E la ragione ultima di questo è che nell’altro – specialmente se è povero – è Cristo stesso che chiede il nostro aiuto”. Cosa dice, su tutto questo, il Vangelo di Salvini? “L’idea non è solo di chiudere le porte ai profughi, ma di gettarli fuori”, sintetizza Savagnone citando diversi interventi pubblici del leader della Lega: “È questo il Vangelo su cui ha giurato Salvini, quando ha invitato i suoi commossi ascoltatori – ma in realtà tutti gli italiani – a fare lo stesso votando per la Lega”. Di qui il diritto, come cristiano, di “prendere una chiara posizione su questo punto, che non è più solo politico, ma mette in questione la mia fede”.

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