Elezioni 2018: mons. Pennisi (Monreale), “non sono un concorso di bellezza. I cittadini debbono scegliere sui programmi concreti”

“In questi tempi il confronto pare schiacciato su aspetti personalistici e poco sui contenuti. L’avversario politico non è il nemico da abbattere a tutti i costi e con qualsiasi mezzo. Una campagna elettorale condotta solo come guerra fra bande, o come demonizzazione dell’avversario senza affrontare un confronto sui contenuti del progetto politico, non porta da nessuna parte”. Lo scrive mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, in una sua riflessione sull’impegno dei cattolici in politica. Il presule sottolinea quello che si chiede ai candidati: onestà, competenza e coerenza etica. “Le elezioni non sono un concorso di bellezza. I cittadini debbono scegliere sui programmi concreti non in base alla faccia più o meno simpatica dei candidati nei mega manifesti elettorali o agli slogan pubblicitari – aggiunge il presule -. Su questi temi i candidati dovrebbero confrontarsi realmente. E sulla base delle loro risposte i cittadini elettori dovrebbero maturare le proprie scelte”. Nelle parole del vescovo anche le attese dai cristiani candidati: “Ci si aspetta che siano esemplari per rigore morale, attenzione alla gente, spirito di servizio, professionalità. È legittimo avere diverse visioni del bene comune, ma non è mai lecito subordinarlo all’interesse proprio o di partito”. “C’è bisogno di politici autenticamente cristiani, ma prima ancora di fedeli laici che siano testimoni di Cristo e del Vangelo nella comunità civile e politica – conclude il vescovo -. Questa esigenza dev’essere ben presente negli itinerari educativi delle comunità ecclesiali e richiede nuove forme di accompagnamento e di sostegno da parte dei pastori. L’appartenenza dei cristiani alle associazioni dei fedeli, ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità può essere una buona scuola”.

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