Divorziati e risposati civilmente: mons. Semeraro (Albano), linee guida per “accogliere, discernere, accompagnare e integrare nella comunità ecclesiale”

Un racconto del cammino sinodale compiuto fino ad oggi dalla Chiesa di Albano “nel suo impegno di leggere, approfondire e comprendere” l’esortazione apostolica di Papa Francesco Amoris laetitia, e al tempo stesso “una istruzione perché, oltre a contenere riflessioni ed esortazioni, individua scelte operative, indica mete e fissa linee-guida per raggiungerle”. Mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano, consegna al Consiglio presbiterale l’Istruzione pastorale “Rallegratevi con me”, spiegandone così le motivazioni. Sottotitolo, ispirato ai quattro verbi chiave del capitolo VIII dedicato alla fragilità della famiglia: “Accogliere, discernere, accompagnare e integrare nella comunità ecclesiale i fedeli divorziati e risposati civilmente”. lI documento concentra l’attenzione sui fedeli che, dopo il fallimento del loro matrimonio sacramentalmente contratto, hanno chiesto e ottenuto il divorzio secondo le leggi dello Stato, accedendo poi, davanti ad esso, a una nuova unione civile. Nell’innumerevole varietà delle situazioni concrete, premette Semeraro, “una nuova normativa generale di tipo canonico, uguale per tutti, è assolutamente fuori luogo:”; occorre piuttosto “accompagnare” le singole situazioni. “Cercare, capire, curare”, il triplice invito del presule che sottolinea l’importanza di “un impegno corale”. Tutti, “per quanto in forme diverse, siamo chiamati a metterci a servizio specialmente di chi è ferito e lontano (o allontanato)”.

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