Pre-Sinodo giovani: Boone (Europa), “la gente ha imparato a vivere e a essere felice senza Dio”

“La Chiesa ha oggi l’opportunità di accompagnare i giovani e di guidarli. Questi giovani hanno bisogno di una guida, che funga da bussola, per aiutarli a scegliere tra la moltitudine di offerte alle quali sono esposti. Attraverso l’ascolto dei giovani, accompagnandoli, dando loro dei segnali direzionali, essi potranno avere delle esperienze di gioia, potranno incontrare Cristo”. Ne è convinta Annelien Boone, delegata dell’Europa dal Belgio, intervenuta oggi al pre-Sinodo in Vaticano (fino al 24 marzo). “In passato quasi tutte le istituzioni in Belgio erano cattoliche (ospedali, scuole, etc.). Il cristianesimo faceva parte della nostra cultura, mentre oggi assistiamo a un processo accelerato che è stato presente per qualche tempo, questo è vero soprattutto per quanto riguarda il processo di secolarizzazione della nostra società. Tutti i temi discussi in passato – l’amore, la felicità, i rapporti, il lavoro – fanno parte del dibattito pubblico, ma senza mai menzionare o coinvolgere Dio né la dimensione religiosa. La gente – ha spiegato Boone – ha imparato a vivere e a essere felice senza Dio. Gli studi più recenti mostrano che per la prima volta meno della metà dei giovani in Belgio sono stati battezzati. Nel 2016 erano il 45%, mentre nel 2009 rappresentavano ancora il 58%”. Citando il recente sondaggio “Generation What”? (condotto su 657.205 giovani in 30 Paesi), la delegata ha illustrato che “alla domanda se i giovani possano essere felici senza una fede religiosa, il 94% ha risposto di sì. Le relazioni, i bambini, l’amore, il sesso hanno un peso maggiore nel determinare la felicità degli intervistati rispetto alla fede religiosa. Inoltre, un sondaggio belga ha mostrato che meno del 2% della popolazione belga di età inferiore ai 34 anni ha partecipato a una celebrazione eucaristica più di una volta al mese”.

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