Amoris Laetitia: mons. Sequeri (Istituto Giovanni Paolo II), “la fede cristiana renda la rete famigliare fraterna e accogliente”

“La Chiesa deve offrire un’immagine della comunità ecclesiale la cui prima evidenza è quella di una rete famigliare che la fede cristiana rende fraterna e accogliente nel modo immediato e semplice delle relazioni umane di base”. Lo ha affermato a Querétaro, in Messico, mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II, in occasione del viaggio condiviso con mons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia accademia per la vita. Nella seconda tappa del viaggio, ieri e oggi, nella sede del Centro di ricerca sociale avanzata Cisav si è tenuto prima un colloquio sulle cure palliative e poi un seminario su Amoris Laetitia. Il presule ha sottolineato che “il senso più profondo del testo indica la necessità di un cambio di paradigma”, alla luce di una consapevolezza: “Occorre non dimenticare mai il fatto che la coniugalità famigliare umana e cristiana deve pur sempre scontare al suo stesso interno l’inerzia della storia del peccato e la drammatica di una condizione vulnerabile”. Per quanto riguarda le cure palliative, mons. Sequeri ha sottolineato dal punto di vista teologico “la ricchezza di umanità del magistero ecclesiale e l’importanza di uno sguardo misericordioso verso i malati”. “Prendersi cura e non abbandonare è il vero segno del progresso della civiltà”.

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