Neonata morta in centro rifiuti: Save the Children, “diffondere legge che tutela parto in anonimato in ospedale e rafforzare reti per future mamme”

“Si resta attoniti di fronte alla tragica notizia della bambina appena nata trovata senza vita sul nastro trasportatore di un centro rifiuti nelle Marche. Non sappiamo cosa vi sia all’origine di questo dramma, ma in ogni caso questo ci deve spingere a rafforzare le reti di prevenzione comunitarie – ospedali, consultori, scuole, servizi – in grado di offrire alle donne in gravidanza e ai futuri genitori il sostegno e l’assistenza di cui hanno bisogno in questa delicata fase della vita, perché nessuna mamma possa sentirsi abbandonata e perché siano intercettate per tempo le situazioni di maggiore fragilità e di rischio”. Così Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, commenta il ritrovamento del corpicino di una neonata in una ditta di trattamento rifiuti di Ostra. “Allo stesso modo – aggiunge Milano – sottolineiamo con forza l’importanza di diffondere, anche attraverso apposite campagne informative, la conoscenza della possibilità, prevista dalla legge italiana, di partorire in anonimato in ospedale, evitando così l’abbandono di neonati in luoghi non sicuri o il ricorso a parti non assistiti e garantendo la salute dei bambini e delle neomamme”. Secondo un’elaborazione di Anfaa su dati del ministero della Giustizia-Direzione generale di statistica e dell’Istat, in 10 anni il numero di neonati non riconosciuti alla nascita dalla madre si è ridotto di oltre il 30%, passando dai 410 casi del 2004 ai 278 del 2014. Save the Children nel 2016 ha lanciato la “Rete Fiocchi in ospedale”, sulla base dell’esperienza del progetto “Fiocchi in ospedale”, presente attualmente nei reparti materno-infantili di 9 grandi ospedali italiani.

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