Arresto di don Michele Barone: mons. Spinillo (Aversa), “scusa a chi ha ricevuto danno, i sacerdoti siano fedeli e coerenti”

“La sospensione di un anno dall’attività pubblica del ministero sacerdotale non è una forma blanda di punizione, è un’attesa di giudizio più esaustivo che potrebbe anche sfociare in altra forma di intervento canonico”. In un’intervista al Sir mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, è ancora provato dal caso scoppiato a seguito dell’arresto di don Michele Barone, che secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha “perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore e una giovane – medievali e brutali riti esorcisti, da qui l’accusa di violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia”. “Non posso negare che, a fronte di situazioni di questo genere, rimane in tutti noi un certo scoraggiamento nel dover constatare che tante forme di dialogo e di impegno profuso per lo sviluppo della formazione di ciascuno dei suoi ministri appaiano come vanificati, non vissuti, e oserei dire negati da modi di agire che si configurano come attentati alla vita di altre persone”, prosegue il vescovo. L’invito rivolto ai sacerdoti, dunque, è ad “essere fedeli e coerenti con l’annuncio della fede”. “Di fronte ad accuse tanto gravi, rimane la tristezza del dover riconoscere, come una forma di impotenza, la difficoltà di prevenire un certo tipo di azioni negative. La difficoltà – conclude il vescovo – è data sempre dalla non chiarezza in cui il male prospera, dalla capacità, propria del male, di nascondersi, di mimetizzarsi, di barare equivocando sulle parole, nel linguaggio e nelle forme”.

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