Placuit Deo: mons. Staglianò (Noto), “il cattolicesimo convenzionale è alienazione religiosa, eresia ultima”

“Il cattolicesimo convenzionale è l’alienazione religiosa: dove si prega, ma non si opera la carità, dove s’invoca Dio e non si obbedisce al suo comandamento dell’amore, dove si chiede misericordia e non si perdona. Un ‘cattolicesimo svuotato di cristianesimo’ è l’eresia ultima, perché non fa funzionare la salvezza cristiana nella carne degli esseri umani”. Lo scrive mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, nel suo editoriale per il quindicinale della diocesi “La Vita diocesana”, incentrato sulla “Placuit Deo”, lettera della congregazione per la Dottrina della fede, che spiega ai vescovi le “odierne cattive interpretazioni della salvezza cristiana”. E ne indica due: il pelagianesimo e lo gnosticismo. “Le ferite più dolorose inferte al corpo di Cristo, da questi ‘riduzionismi’ della salvezza cristiana – spiega mons. Staglianò –, riguardano la ‘sacramentalità’ della Chiesa cattolica come la ‘via incarnata’ con la quale la salvezza si realizza e si comunica”. Riduzionismi che “producono l’eresia ultima: il cattolicesimo convenzionale”. Il presule segnala che “non se ne fa menzione nel documento della congregazione: non viene ‘nominata’, ma descritta abbondantemente”. “L’eresia ultima, qui intesa come mistificazione o riduzione della salvezza cristiana, si vive, infatti, nel cattolicesimo convenzionale, nel mascheramento complessivo che pur mantiene inalterato il linguaggio cattolico: segni rituali, dottrine, manifestazioni, organizzazioni, preghiere – conclude il vescovo –. Tutto è cattolico, ma non più cristiano, cioè, senza la carne di Cristo, l’umanità di Gesù”.

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