Terzo settore: Csv, arrivano a 400 i punti in Italia nell’anno della riforma

La rete dei Centri di servizio per il volontariato ha ampliato la sua presenza sul territorio portando a quasi 400 i punti di servizio attivi, fra sportelli e sedi centrali. E aumentando, nonostante il calo delle risorse, la quantità e la qualità dei servizi erogati. È quanto emerge dall’ultimo report di Csvnet, l’indagine che raccoglie tutti i numeri sulle attività dei Csv e che farà da sfondo all’assemblea nazionale del prossimo 10 febbraio, a Roma. Un appuntamento dove è previsto il rinnovo degli organi sociali dell’associazione da parte dei delegati dei 64 Centri soci, sui 65 attivi in Italia. Il report si riferisce al 2016, un anno di passaggio per il sistema dei Csv, l’anno in cui il Parlamento ha approvato la legge delega sulla riforma del Terzo settore, che sancisce il ruolo decisivo dei Csv per il volontariato. Tra i dati più significativi, l’avvicinamento a 400 (389) del numero complessivo di sportelli e sedi centrali: 42mila metri quadrati (+4mila) di spazi, di cui il 38% è a uso esclusivo delle organizzazioni di volontariato. Cresce anche il numero complessivo dei servizi erogati, che supera la cifra di 226mila segnando un aumento dell’8%. I beneficiari dei servizi sono più di 42.600 e appartengono all’ampia categoria del non profit. I singoli cittadini “serviti” invece sono 41mila a cui si aggiungono circa 2mila gruppi informali.

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