Rifugiati: De Mola (Msf), “superare gestione emergenziale, favorire inclusione sociale e accesso al sistema sanitario nazionale”

“Superare la gestione emergenziale, favorire interventi per l’inclusione sociale durante l’accoglienza e dopo, superare la logica dei campi per i lavoratori stagionali, superare il criterio della residenza anagrafica per l’accesso al Sistema sanitario nazionale”. Sono queste le principali richieste che Medici senza frontiere (Msf) presenta alle Istituzioni di fronte al dramma di oltre 10mila persone, che pur avendone diritto in quanto richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale, sono escluse dai sistemi di accoglienza e vivono in condizioni precarie in insediamenti informali privi di beni essenziali, acqua ed elettricità. “Una situazione desolante, che non ha bisogno di strumentalizzazioni e inapplicabili slogan, ma di soluzioni reali, a partire da un più adeguato modello di accoglienza e da serie politiche di integrazione, a livello nazionale, regionale e locale”, ha affermato Giuseppe De Mola, curatore del rapporto “Fuori Campo”, presentato oggi a Roma. “La stragrande maggioranza del sistema – ha spiegato – si fonda su un’accoglienza straordinaria: in questi centri non si attuano programmi finalizzati all’inclusione sociale dopo l’uscita, non vengono avviati né corsi di italiano né professionali così che queste persone, una volta fuori, si trovano emarginate”.
Un altro ambito in cui si riscontrano “problemi grossi” è quello dell’accesso alle cure. “Occorre superare il criterio della residenza anagrafica per l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale”, ha ribadito De Mola ricordando che “l’80% dei richiedenti asilo è in regola e avrebbe diritto a questa iscrizione, ma non la ottiene perché legata alla residenza anagrafica”. Così, ha aggiunto, “sempre di più ai richiedenti asilo che avrebbero diritto al medico di famiglia si applica il sistema di accesso alle cure per gli irregolari e spesso l’unica via per curarsi è andare al pronto soccorso”. “Tutto ciò che la legge prevede, tutti i servizi come gli ambulatori dedicati, i consultori familiari, i centri di salute mentale – ha denunciato – sono stati smantellati”.

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