Obolo di San Pietro: mons. Becciu (Santa Sede), “in aumento le offerte”, “non imbrogliamo i fedeli”

“Non imbrogliamo i fedeli”. Ad assicurarlo, per “correggere alcune interpretazioni che circolano”, è stato mons. Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato vaticana, intervenuto oggi alla presentazione di “Ordinary Heroes”, l’iniziativa benefica internazionale, in collaborazione con la Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, che andrà a favore del sostegno dell’attività caritativa del Santo Padre. “Una delle accuse che qualcuno ha mosso contro l’Obolo – ha detto Becciu – è questa: raccogliete denaro dai fedeli per la carità, ma sappiamo che non va tutto per la carità, la utilizzate anche per il mantenimento delle strutture ecclesiastiche”. “È vero, ma non imbrogliamo i fedeli, sanno che è per questo scopo”, la risposta del sostituto, che ha ricordato che l’Obolo di San Pietro “serve per sostenere le opere caritative del Santo Padre e la funzionalità degli organismi di cui il Papa si avvale, nel suo ministero di servizio pastorale alla Chiesa universale”. “Il 10-15% dell’Obolo va alle opere di carità, il resto serve per sostenere le strutture della Chiesa, senza le quali il Papa non può governare”, ha specificato Becciu. “Rispetto al 2017 – ha reso noto Becciu citando i dati dell’Obolo di San Pietro – le offerte sono aumentate, passando da 70 a 78 milioni di dollari americani”. “Per le opere di carità del Santo Padre – ha proseguito il sostituto – sono stati devoluti 24 milioni di euro, a soccorso di momenti difficili che hanno attraversato varie nazioni, come terremoti, tifoni e altre calamità naturali, e per la costruzione di scuole od ospedali, come è avvenuto a Bangui per volere di Papa Francesco dopo l’apertura del Giubileo nella cattedrale”. In Italia, tra le realizzazioni rese possibili dai proventi dell’Obolo – tutte documentate, come le altre in tutto il mondo, “con totale trasparenza” sul relativo sito – ha citato il progetto “Non ti scordar di me” – un camper dotato di attrezzatura medica che gira nelle periferie romane per assistere gli anziani – e la “sanità di frontiera” a Lampedusa, dove è stato realizzato un progetto di formazione per gli operatori sanitari che devono assistere i migranti che arrivano nell’isola. “Contribuire all’Obolo di San Pietro è manifestare il proprio senso di appartenenza alla Chiesa”, ha detto Becciu a proposito della pratica inaugurata storicamente dagli anglosassoni nel settimo secolo ma già narrata come prassi abituale della primitiva comunità ecclesiale negli Atti degli apostoli. “In Italia la necessità di sovvenire alle necessità della Chiesa è un’esigenza molto sentita, anche grazie all’otto per mille”, ha fatto notare il sostituto: “L’autorità statale sente l’esigenza di venire incontro ai suoi cittadini che manifestano la loro fede, e che grazie al noto meccanismo possono dare parte dell’otto per mille del gettito Irpef alla Chiesa”.

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