Migrazioni: Russo (Acli), “900mila ragazzi, italiani di fatto, vivono cittadinanza dimezzata. Riforma legge è atto di civiltà”

“Sollecitiamo i candidati ad andare oltre i programmi immediati e a guardare al futuro del Paese. Parliamo di circa 900mila ragazzi nati da genitori stranieri e cresciuti nel nostro Paese, italiani di fatto ma non di diritto, che vivono una cittadinanza dimezzata”. L’appello è di Antonio Russo, responsabile welfare Acli, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione, oggi a Roma, del documento programmatico sulle migrazioni sottoscritto da 18 tra enti e associazioni cattoliche. Con riferimento alla richiesta di riforma della legge sulla cittadinanza, regolata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91, Russo sottolinea che si tratta di “una riforma urgente, che non può essere considerata alla stregua di altre riforme”. Dopo avere chiarito che la questione è diversa da quella dei rifugiati e richiedenti asilo, ha ripercorso l’iter del provvedimento sul cosiddetto ‘ius soli’ e ‘ius culturae’ approvato alla Camera ma non al Senato, affermando che “è una riforma anzitutto di civiltà”. Il diritto di cittadinanza – osserva – sta diventando nella discussione politica italiana un motivo di discriminazione, mentre il principio di cittadinanza avvia un processo di inclusione”. Di qui l’auspicio che il nuovo Parlamento “si impegni ad approvare la riforma recuperando il provvedimento approvato alla Camera e riducendo da 10 a 5 anni il periodo necessario alla naturalizzazione”.

 

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