Migrazioni: Pompei (Comunità Sant’Egidio), “nuove modalità di ingresso in Italia più flessibili ed efficienti”

“Oggi sono necessarie nuove modalità di ingresso in Italia”. Lo ha affermato questa mattina Daniela Pompei, responsabile immigrazione per la Comunità di Sant’Egidio, nel corso della presentazione del documento programmatico in 7 punti elaborato da 18 tra enti e associazioni cattolici in vista delle elezioni del 4 marzo. Il documento chiede al secondo punto un nuovo quadro giuridico per accogliere quanti arrivano nel nostro Paese senza costringerli a chiedere asilo. “A fronte di flussi migratori che gli esperti definiscono sempre più come misti, creare una divisione politica tra richiedenti asilo e ‘migranti economici’ è difficile, anacronistico e inefficace – si legge nel testo -. Bisogna andare oltre”. Per questo, spiega Pompei richiamando le recenti esperienze di corridoi umanitari con la Cei e la Fcei, “chiediamo una rapida riattivazione dei canali ordinari di ingresso che ormai da anni sono pressoché completamente chiusi, con l’inevitabile conseguenza di favorire gli ingressi e la permanenza irregolari”. Per entrare in Italia secondo la legge servono modalità più flessibili e decisamente più efficienti, “a cominciare da un immediato ritorno del decreto flussi, per arrivare fino a proposte più ampie e organiche di modifica del testo unico sull’immigrazione: permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione, attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari e reintroduzione del sistema dello sponsor (sistema a chiamata diretta)”.

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