Migrazioni: p. Ripamonti (Centro Astalli), “ampliare rete Sprar e creare un unico percorso di accoglienza integrata”

“Lo squilibrio a favore dei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, è ancora troppo forte e a risentirne è la qualità dell’accoglienza. L’obiettivo deve essere riunificare nello Sprar l’intero sistema creando un unico percorso di accoglienza integrata”. Ne è convinto padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli. Intervenuto oggi alla presentazione del documento programmatico di 18 tra enti e associazioni cattolici impegnati nell’ambito delle migrazioni, Ripamonti ha sostenuto la necessità di un ampliamento della rete Sprar “che deve tornare sotto un effettivo controllo pubblico, deve prevedere l’inserimento dell’accoglienza tra le ordinarie funzioni amministrative degli Enti locali e deve aumentare in maniera sostanziale e rapida il numero di posti totali”. Oggi “solo mille Comuni sul totale di 7.900 hanno accolto il sistema: l’accoglienza diffusa va invece programmata e ampliata uscendo dalle logiche emergenziali e dagli interessi della politica locale”. Questo, secondo il gesuita, aumenterebbe la coesione sociale e l’attenzione dei territori e sottrarrebbe il sistema al malaffare della criminalità organizzata che ha cercato di lucrare anche su questo, tanto che, ricorda, “da qualcuno siamo stati equiparati alla mafia”.

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