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Messico: “fango” sui due sacerdoti uccisi. La replica delle diocesi di Chilpancingo e Acapulco

Mentre proseguono le indagini per l’omicidio dei due sacerdoti messicani Iván Añorve Jaimes e Germain Muñiz García, avvenuto lunedì nello stato del Guerrero, si registra una puntuale e dura precisazione delle diocesi dei due sacerdoti – Acapulco e Chilpancingo-Chilapa – in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate dal procuratore generale del Guerrero, Javier Ignacio Olea Peláez. Secondo il magistrato i sacerdoti e le altre persone che viaggiavano con loro avevano partecipato nella serata tra domenica e lunedì ad una festa danzante nella località di Juliantla, alla quale avrebbero preso parte anche bande di delinquenti degli stati di México, Morelos e Guerrero. È stata inoltre diffusa una foto nella quale padre Muñiz García appare insieme ad alcuni uomini incappucciati, lasciando pensare che si tratti di una banda di malviventi.
Non è la prima volta che in Messico si cerca di gettare fango su sacerdoti che sono rimasti uccisi o vittime di episodi di violenza. Immediata la reazione delle diocesi. In particolare, il vescovo di Chilpancingo-Chilapa, mons. Rangel Mendoza, ha diffuso ieri un articolato comunicato, nel quale si afferma che le dichiarazioni del procuratore sono “ambigue e prive di prove” ed anzi il magistrato viene invitato a fornire elementi concreti che dimostrino quanto affermato. Nel comunicato si manifesta inoltre “stupore” nell’apprendere che diversi gruppi criminali si sarebbero trovati alla stessa festa senza dare vita ad alcuno scontro. E si precisa che la fotografia di padre Muñiz García era stata scattata durante l’esercizio della sua attività pastorale, quando era parroco a San Cristóbal, nella località di Mezcala.
Di simile tenore il comunicato diffuso, sempre ieri, dall’ufficio stampa dell’arcidiocesi di Acapulco. Anche in questo caso si esprime stupore per le dichiarazioni del procuratore generale, evidenziando che esse contrastano con le dichiarazioni dei sopravissuti, i quali hanno affermato che la festa si era svolta in tutta tranquillità e che l’agguato lungo la strada è arrivato in modo del tutto improvviso ed imprevisto.

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