Ue: strategia per i Balcani occidentali. Janjic (politologo), “la regione ha bisogno del forte sostegno europeo”. Problema rapporto Serbia-Kosovo

Nonostante la Serbia, insieme al Montenegro, sia indicata come frontrunner tra i sei Paesi dei Balcani occidentali, per i quali la Commissione europea ha presentato la propria prospettiva di allargamento, secondo Dusan Janjic, analista politico, “nel Paese manca lo Stato di diritto, il sistema giudiziario si trova sotto il controllo dei politici mentre l’economia di mercato è in fase iniziale e il processo di privatizzazione non è ultimato”. Inoltre “non ci sono garanzie per la proprietà privata e per questo gli imprenditori non si azzardano a fare grandi progetti”. L’esperto rileva inoltre una forte influenza da parte della criminalità organizzata nella società serba: “Ogni giorno a Belgrado i vari clan si sparano e si registra un morto”. Una questione cruciale per il cammino europeo della Serbia, rilevata nella strategia Ue, rimane Kosovo: “Anche se molte persone sono contrarie, la strada è quella, accettare il Kosovo come uno Stato indipendente”, afferma Janjic, che ricorda il recente assassinio del leader dei serbi in Kosovo, Oliver Ivanovic, che continua a scuotere gli animi nei Balcani. “Se l’assassino e i mandanti non saranno scoperti presto, seguiranno altri eventi di destabilizzazione, nuovi assassini e nuovi scontri locali a base etnica”, prevede l’analista politico serbo. Il quale racconta che “nei Balcani ci sono numerosi gruppi che promuovono la divisione etnica e queste occasioni sono perfette per loro”.
“Per questo – conclude – la regione ha bisogno di un forte sostegno politico concreto da parte degli Usa e dell’Ue, per impedire ai nazionalismi e ai gruppi criminali di impadronirsi dei Balcani”.

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