Tratta: suor Bonetti su “Vita Pastorale”, serve “una forte presa di coscienza”

“Purtroppo, ci sono ancora troppe comunità diocesane, parrocchiali e congregazione religiose che non si sono lasciate coinvolgere in questa iniziativa”. A lanciare il grido d’allarme, sul numero di febbraio di “Vita Pastorale”, è suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata, responsabile Usmi dell’Ufficio tratta di persone, in occasione della terza Giornata mondiale contro la tratta delle persone, che si celebra domani, 8 febbraio, memoria di santa Giuseppina Bakhita. Riferendosi al tema della Giornata di quest’anno – “Migrazione senza tratta. Sì alla libertà! No alla tratta!” – suor Bonetti fa notare come “si considerano i due fenomeni della tratta e delle migrazioni, con un’attenzione particolare alla sorte dei bambini, che sono la preda più ambita”. La religiosa conclude con un auspicio: “Possa la Giornata ecclesiale e mondiale contro la tratta di persone coinvolgere tutte le diocesi, parrocchie, congregazioni, scuole, associazioni e mass media, affinché ne scaturisca una forte presa di coscienza nel combattere e richiedere l’abolizione di tutte le forme di schiavitù odierne, con un accento sulla schiavitù sessuale molto visibile sulle nostre strade piene di giovani, donne immigrate e sfruttate. Terribile vergogna per un Paese che si dice civile e cristiano”.

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